venerdì 19 marzo 2010

N CASA BMW CI SI AFFIDA ALLA SPERANZA

Andrew Pitt è un pilota che sa come vincere, e sebbene il suo pacchetto tecnico del team BMW Reitwagen non sia nemmeno vicino alla competitività, in questa fase iniziale dell'anno era molto soddisfatto per la sua moto e la squadra dopo aver segnato punti in ambedue le gare in Australia.

"La squadra ha lavorato veramente bene con il materiale che abbiamo ricevuto e volevo almeno finire entrambe le gare. Ottenere qualche punto è un premio, perché non credo che le persone riescano a comprendere quanto la nostra moto sia standard in questo momento. Siamo solo all'inizio, ma il fine settimana australiano è stato molto incoraggiante".

A Phillip Island la moto aveva ancora il forcellone standard e solo poche modifiche allo scarico, che ha reso il doppio punteggio conquistato da Pitt ancor più significativo.

Pitt anche avuto la possibilità di confrontare la propria moto con una favorita per la vittoria, l'Aprilia ufficiale. "Ho fatto qualche giro insieme a Max (Biaggi) e Leon (Camier) ed è stato interessante perché ci sono state solo un paio di zone dove erano migliori. Se siamo in grado di migliorare anche in questi punti, allora si potrebbe davvero cominciare a stupire un po di persone".

Tornato in Europa, lo staff tecnico di Pitt sta lavorando per portare la sua S 1000 RR ad un livello di preparazione migliore prima del prossimo round di Portimao.

Via Worldsbk.com

giovedì 18 marzo 2010

Problemi al ginocchio per Chris Vermeulen: "Ma a Portimao ci sarò, costi quel che costi"


Dopo il brutto infortunio subito al ginocchio destro, Chris Vermeulen sta facendo di tutto per tornare in forma per il Gran Premio di Portimao, Portogallo, che si terrà il prossimo 28 marzo. Dopo Phillip Island, l’ex MotoGP, è rimasto nella sua Australia dove si sta sottoponendo ad una terapia specialistica che gli ha permesso di evitare l’intervento.

“Ho avuto un incontro con il dottore mercoledì e la cosa più bella che abbiamo potuto constatare è che non c’è nessuna necessita di ricorrere alla chirurgia.” - ha dichiarato il centauro della Kawasaki - “Ci vorrà un bel po’ di tempo per recuperare pienamente, il danno subito è stato comunque piuttosto pesante.”

E ancora: “La riabilitazione continua in maniera ottimale tanto da poter dichiarare pubblicamente già da adesso che sarò presente a Portimao. Sarò in grado di salire in sella in brevissimo tempo.” Nonostante non sia ancora in grado di muovere nel migliore dei modi la gamba, Chris è ormai proiettato verso la prossima gara, la seconda della stagione, prima nel vecchio continente.

“Arriverò in Europa venerdì 24 e dirò al dottore che voglio correre a tutti i costi. Sto facendo fisioterapia e agopuntura a giorni alterni e mi sto esercitando a muovere con maggiore sicurezza il ginocchio. Migliora giorno per giorno. Di notte dormo con la gamba sollevata. Il dottore dice che non sarà un problema salire in sella e stare in moto quanto piegare in entrata di curva ed in generale nei cambi di direzione. Staremo a vedere. Tutto quello che posso dire al momento è che a Portimao io ci sarò!”.

Articolo tratto da www.motoblog.it

NEUKIRCHNER CERCA IL RISCATTO


Tedesco, classe 1983, Max Neukirchner è stato nel 2009 lo sfortunato protagonista di una serie di incidenti e conseguenti infortuni che hanno messo seriamente a rischio la sua carriera. Prima la frattura a gamba e piede destri in conseguenza al terribile tamponamento alla prima chicane di Monza a maggio, poi la frattura a tre vertebre dopo una scivolata a Imola durante dei test al suo ritorno in sella a luglio. Da lì l’intervento chirurgico per stabilizzare le vertebre e la lunga riabilitazione che avevano portato i medici della Clinica Mobile, in contrapposizione ai sanitari tedeschi, a dubitare sulla possibilità di un suo ritorno in pista proprio nel 2009 decretando di fatto il divorzio del talentuoso pilota di Stollberg dal team Suzuki Alstare in favore del suo passaggio al team Honda Ten Kate al fianco di Jonathan Rea. Una sorta di ritorno a casa per Max che ha disputato la maggior parte della sua carriera proprio in sella ad una Honda prima di passare a Ducati nel 2006 e a Suzuki dalla stagione successiva. Neukirchner si era presentato a Phillip Island per il primo round con uno smalto ritrovato, trovandosi però ad affrontare un weekend piuttosto difficile conclusosi con un dodicesimo e un sedicesimo posto. BikeRacing.it lo ha intervistato in esclusiva per voi in attesa della prossima prova di Portimao indagando tra certezze e sensazioni di questo suo ritorno in pista.

Quello di Phillip Island è stato il tuo primo round dopo gli infortuni e la lunga riabilitazione dello scorso anno. Come ti sei sentito sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista emotivo ad affrontare un weekend di gara dopo 9 mesi di assenza dalle competizioni?

“Nove mesi senza poter correre sono stati un’eternità! Fisicamente non ho avuto alcun problema: dopo le due gare di domenica a Phillip Island mi sentivo perfettamente, anzi posso dire di non essermi mai sentito meglio dopo un weekend di gara. Emotivamente, invece, è stato un po’ diverso: il giovedì prima della gara avevo le palpitazioni ogni volta che pensavo a dover scendere in pista. Domenica in griglia, invece, è stata una sensazione speciale: sono molto felice di essere tornato.”

Qualcuno sta dubitando sul fatto che tu possa tornare ad andar veloce come prima. Senti pressione per l’aspettativa che c’è nei tuoi confronti?

“In questo momento non sento molta pressione da fuori. Ten Kate e Honda mi stanno dando il loro supporto e la pressione più grande certamente viene da me stesso perché so di poter guidare veloce, ma ho bisogno di ancora un po’ di tempo per prendere confidenza con la moto. Tutto è nuovo quest’anno, dal team alla moto e di sicuro il lungo periodo di sosta a cui sono stato costretto non mi ha aiutato. Devo solo ricomporre il puzzle, ma sono sulla buona strada.”

Qual è l’obiettivo principale per questa stagione?

“Sicuramente tornare il prima possibile ad andare forte come prima degli infortuni. Poi quando sarò tornato a quei livelli dovrò vedere se posso ancora ambire ad un piazzamento in campionato.”

Come ti trovi nel team Ten Kate, quale rapporto si è creato con il tuo compagno di squadra Jonathan Rea e cosa pensi del livello raggiunto dalla moto?

“Mi trovo molto bene nel team. Da Ten Kate c’è un vero clima familiare ed è fondamentale per me. Con Johnny ho un ottimo rapporto, lavoriamo bene insieme, siamo amici e anche fuori dai circuiti ci divertiamo molto. A Phillip Island abbiamo avuto entrambi dei problemi con la moto ma credo che sui tracciati europei la nostra Honda sia molto veloce. Johnny è stato veloce durante i test invernali e ha già vinto delle gare l’anno scorso. Sono fiducioso, Ten Kate migliora la moto continuamente lavorandoci gara dopo gara.”

Il campionato quest’anno sembra essere abbastanza equilibrato, con molti piloti che possono competere per la vittoria ad ogni gara. Pensi che andando avanti nella stagione scopriremo un dominatore come Ben Spies l’anno scorso o tutto si giocherà all’ultima gara?

“Di sicuro il livello di quest’anno è molto alto. Credo che a Magny Cours il titolo lo vincerà il pilota che sarà riuscito a conquistare costantemente punti in tutte le gare e nomi dei papabili sono molti: Haga, Fabrizio, Toseland, Rea, Haslam, Biaggi… solo per citarne alcuni.”

Nelle ultime settimane sono state pubblicate le prime foto della nuova prima variante di Monza alla quale sono state apportate delle modifiche dopo gli incidenti dello scorso anno. Credi che queste correzioni possano essere risolutive per la sicurezza?

“Giudicare dalle immagini è difficile. Dovrei valutare le modifiche direttamente in pista in sella ad una moto e dopo il via di una gara. Ad ogni modo mi auguro che ora la chicane sia più sicura per noi piloti. Monza è una delle mie piste preferite, adoro correre lì. Ci ho vinto la mia prima gara e questo è quello che mi piace ricordare di questo tracciato.”

Neukirchner infine approfitta per mandare un saluto a tutti i suoi fan italiani che numerosi continuano a sostenerlo “Un saluto speciale a tutti i miei fan italiani. Lo scorso anno l’Italia non è stato un posto fortunato per me, ma questo è un nuovo anno… Ciao, il vostro Max!”.

Tratto da BikeRacing.it

Superbike: Troy Corser pensa al titolo con BMW


Pochi piloti sono capaci di conoscere i segreti di una moto e di guidare lo sviluppo di un mezzo, portandolo fino ad i più alti livelli di competitività. Uno di questi è sicuramente Troy Corser: trentotto anni, australiano, campione mondiale Superbike nel 1996 con Ducati e nel 2005 con Suzuki, 33 vittorie all’attivo ed un record di 42 pole position ottenute in carriera.

Il “Corsaro” sta attualmente affrontando la seconda stagione con il team BMW Motorrad Motorsport e guidando lo sviluppo della S1000RR Superbike, con l’obiettivo di portare la compagine bavarese al primo titolo e di ottenere il terzo iride prima del ritiro dalle corse. Intervistato dal sito americano Road Racer X nell’abituale appuntamento del martedì denominato “Tuesday Conversation”, Corser espone i traguardi prefissati per il 2010:

“Per quanto riguarda l’inizio, davvero, è importante migliorare su ogni tracciato che affronteremo rispetto a ciò che abbiamo ottenuto l’anno precedente. Se riusciremo a fare ciò, i risultati e i piazzamenti in gara arriveranno. Spero di poter vincere un po’ di gare ed ottenere il titolo. Questo è il traguardo che mi pongo quest’anno, so che è ambizioso, ma penso che questo può permettermi di spingere ancora più forte”.

Come già anticipato, Corser è incredibilmente attento e preparato per quanto concerne la messa a punto della moto e si dimostra molto positivo verso il potenziale della quattro cilindri bavarese, nonostante dichiari la presenza di aspetti della stessa ancora da migliorare.

“Penso che la performance del motore è sicuramente il punto forte della S1000RR. La potenza è davvero buona, ma stiamo ancora lavorando sull’aderenza massima in piega, focalizzandoci sulla forcella anteriore e sul telaio”.

Nonostante l’impegno preso dal motorsport verso una riduzione generale dei costi, con conseguente limitazione dello sviluppo dei mezzi che scenderanno in pista, Troy Corser non vede di buon occhio le restrizioni possibili, se applicate al mondiale Superbike:

“Beh, la Superbike non dovrebbe mai fermarsi alle specifiche della produzione dalla serie. Credo che questo andrebbe contro alla concezione stessa dello sviluppo della moto, altrimenti si potrebbe benissimo comprare una moto e competere. Penso sia un’ottima cosa la Superbike, perché produce continuamente sviluppo, cosicché anche la produzione ne può beneficiare. Se guardi le moto in vendita oggi, probabilmente sono a livello delle Superbike di cinque anni fa. In questo risiede l’importanza di queste ultime, per poter mantenere un percorso di sviluppo connesso alla produzione di serie, laddove i prototipi non hanno nessun tipo di influenza”.

Tratto da BikeRacing.it

Shane Byrne: "Dopo Checa tocca a me fare risultato. Sarà un gran 2010"


Ci si aspettava molto Shane Byrne nella tappa d’esordio di Phillip Island. I test pre stagionale lasciavano intendere che il campione britannico sarebbe stato li davanti con i migliori a combattere per la vittoria in almeno una delle due manches, e invece…

Il centauro del team Althea Ducati è stato in realtà protagonista di due brutti incidenti in qualifica e nel warm-up, sfortunati eventi che ne hanno inevitabilmente condizionato le prestazioni in gara. Due piazzamenti in zona punti, quattordicesimo e dodicesimo posto per lui, che lasciano quantomeno l’amaro in bocca al pilota stesso e alla struttura italiana.

Ma ora il peggio è passato e “Shakey” è carico più che mai in vista della trasferta di Portimao (GP del Portogallo) dove è pronto a vendere cara la pelle: “L’unica cosa che avrei desiderato era che la seconda gara dell’anno fosse una settimana dopo Phillip Island.” - ha dichiarato il trentatreenne di Lambeth - “Non potevo andare veloce dopo la mia caduta, ma ora ho bisogno di arrivare davanti a Portimao, Valencia, Assen e in tutte le altre gare. Non si tratta di essere veloci in un circuito. Mi piace molto Portimao, ma non voglio fare bene solo in Portogallo: voglio essere sul podio a Valencia, ad Assen, e tutti gli altri round”.

La vittoria in gara 2 è andata al suo compagno di squadra, buon segno per la competitività della moto, anche se resta un pizzico di innocente, sana invidia: “Per tutti i test e le prove abbiamo dimostrato di essere veloci. Mi dispiace per Genesio Bevilacqua, il proprietario della squadra, perché ha messo molta fiducia in me dandomi quella moto nel 2010. Volevo davvero essere Carlos Checa a Phillip Island e regalare a Genesio il podio! "

Articolo tratto da www.motoblog.it

Positivi i test Yamaha SBK a Misano con Alex Gramigni in sella alla R1 laboratorio.



La Yamaha ha archiviato con soddisfazione la giornata di test a Misano con Alex Gramigni. L’ex iridato 125, tester della marca di Iwata, ha percorso 50 giri con una YZF-R1 “laboratorio” dotata del motore 2010 da 228 cavalli che in Australia aveva ottenuto velocità strepitose (quasi al livello del missile Aprilia…) ma aveva messo in crisi la copertura posteriore.

Dopo l’Australia i tecnici di Yamaha Motor Italia hanno realizzato nuove mappature di controllo motore con l’intento di rendere più dolce l’erogazione del propulsore evo. Un lavoro ben fatto, a giudicare dalla soddisfazione manifestata dallo staff al termine del collaudo. A Phillip Island Toseland e Crutchlow avevano gareggiato con il motore 2009 (218 cavalli) ma a Portimao contano entrambi di poter utilizzare il 2010 coi nuovi software.

Gramigni ha svolto un lavoro particolare, senza concentrarsi minimamente sulla prestazione sul giro. Il miglior passaggio è stato comunque 1’42”0, molto lontano dal primato in gara, 1’37”135 realizzato da Noriyuki Haga lo scorso anno con Ducati.

Lunedi e martedi la BMW farà tappa a Jerez con Corser e Xaus sulla strada verso Portimao (Portogallo) in vista del round iridato di domenica 28 marzo.

Articolo tratto da www.motosprint.it